L’IMPORTANZA DELLA ROUTINE

L’IMPORTANZA DELLA ROUTINE

Nel linguaggio comune il termine “routine” fa riferimento ad azioni che si ripetono meccanicamente e per questo hanno una connotazione negativa. In campo educativo, invece, le routine sono fondamentali per la crescita. Il contatto con il bambino è inizialmente cura e allevamento, occorre provvedere a lui per alimentarlo, per pulirlo, per farlo sentire a proprio agio. Le sue strutture cognitive sono molto immature, molto di più di altri mammiferi appena nati. La psicologia evolutiva ha dimostrato scientificamente che lo sviluppo cognitivo, nei primi due anni di vita, è essenzialmente “senso-motorio” questo significa che i bambini imparano e sviluppano le principali strutture cognitive attraverso i sensi e il movimento. Per questo motivo il bambino conosce il mondo attraverso il modo in cui ci si occupa di lui, delle persone che vede e che poi non vede più, degli oggetti che stanno sopra, sotto, di fianco a lui e di quelli che mette in bocca e che tocca. Se ciò che vive ha una certa regolarità, allora per il bimbo diventa maggiormente comprensibile. Il mondo da comprendere non è solo quello fisico, ma anche quello emotivo. Lui non sa niente di tutto questo e crede di essere ancora legato al cordone ombelicale, dentro l’utero. Vive delle emozioni semplici, quelle primarie, la rabbia, la sorpresa, la gioia, ma queste assumono un significato attraverso il contatto con chi si occupa di lui. La sintonizzazione emozionale è quel complesso meccanismo che permette al “caregiver” cioè a chi si occupa del bambino, di creare un complesso legame, basato sugli sguardi e l’osservazione. Se il bambino prova un disagio comprenderà questo attraverso la reazione di chi interagisce con lui. L’approccio con il cibo, ma anche con il sonno viene quindi organizzato attraverso la cura degli adulti. Questo non significa che tutto sia solo nelle mani dei genitori e dei cargiver, perchè ogni bambino nasce con inclinazioni e indoli particolari. Ogni bambino si differenzia dall’altro per la differente intensità sul piano della reattività, della tonicità, della  sensibilità e queste differenze vanno ad “incastrarsi” con la personalità e la storia dell’adulto caregiver. Per questo motivo non c’è un metodo che sia giusto in assoluto, ma sicuramente l’adulto costruisce la comprensione del mondo del bambino. Il bambino imparerà a dormire se la risposta del mondo degli adulti sarà legata ad una routine corretta per il bambino stesso.

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